Io che ho creduto nel PD

Lo ammetto: ci ho creduto. Negli ideali e in parecchie persone. Ora basta. Il Partito Democratico non esiste, non è mai esistito e mai esisterà. Almeno in Italia. Per lui non c’è spazio. Il caso del sindaco Marino è solo l’ultimo caso scoppiato in ordine di tempo. Tanti, troppi se ne sono succeduti in questi anni. Ha fatto bene il padre fondatore, Romano Prodi, a lasciare questa banda di sbandati. Ha fatto bene Enrico Letta a darsela a gambe dopo l’ascesa del renzismo. E per ultimi hanno fatto bene Fassina e Civati a mollare tessere e bandierine. Come dargli torto.

Ho votato alla primarie del Pd sia nel 2007, neo diciottenne, e nel 2009. Dunque credo di avere diritto a ribadire il mio no alla deriva di questo movimento di idee. Ma quali sono queste idee? Questo è il manifesto dei valori: « Il Partito Democratico intende contribuire a costruire e consolidare, in Europa e nel mondo, un ampio campo riformista, europeista e di centro-sinistra, operando in un rapporto organico con le principali forze socialiste, democratiche, progressiste e promuovendone l’azione comune». Ne siamo sicuri?

Oggi si potrebbe ribaltare così questa sentenza: «Il Partito Democratico intende contribuire a costruire e consolidare, in Europa e nel mondo, un ampio campo conformista, europeista e di centro-destra, operando in rapporto organico con le principali forze populiste, popolari, conservatrici e democristiane, promuovendone l’azione personalistica».

Vi dico la verità, sono stato buono. Potevo scrivere tante cose cattive, ma non l’ho fatto.

Alla prossima puntata

alpo

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