E ora che cosa ce ne facciamo dell’onestà?

9ATM/noveatmosfere

di Nicolò Cesa

Alla fine Ignazio Marino ha rassegnato le dimissioni. Non c’era altra strada. Il sindaco in bicicletta ha ceduto – dopo due anni e mezzo di attacchi da destra, da sinistra, dal centro, da sopra ma soprattutto da sotto – ai gattopardiani, ai conservatori del potere radicato ed intoccabile, ai logisti di partito, ai gregari della carriera, ai disonesti per professione e ai militanti dell’ideologia dell’obbedienza. Marino non poteva fargli un regalo migliore.
Eppure io credo che il nemico principale dell’esperienza del sindaco-primario vada inquadrata nel personaggio stesso e in quella schizofrenica cultura politica che, da qualche anno a questa parte, occupa lo spazio pubblico.
Partiamo dal presupposto (irrilevante per quanto riguarda la mia analisi, ma fondamentale per inquadrare la questione) che Marino sia davvero un onesto; che abbia fatto di tutto per scardinare il sistema dei buzzi e dei carminati (le minuscole sono volute); che abbia fondato…

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Io che ho creduto nel PD

Lo ammetto: ci ho creduto. Negli ideali e in parecchie persone. Ora basta. Il Partito Democratico non esiste, non è mai esistito e mai esisterà. Almeno in Italia. Per lui non c’è spazio. Il caso del sindaco Marino è solo l’ultimo caso scoppiato in ordine di tempo. Tanti, troppi se ne sono succeduti in questi anni. Ha fatto bene il padre fondatore, Romano Prodi, a lasciare questa banda di sbandati. Ha fatto bene Enrico Letta a darsela a gambe dopo l’ascesa del renzismo. E per ultimi hanno fatto bene Fassina e Civati a mollare tessere e bandierine. Come dargli torto.

Ho votato alla primarie del Pd sia nel 2007, neo diciottenne, e nel 2009. Dunque credo di avere diritto a ribadire il mio no alla deriva di questo movimento di idee. Ma quali sono queste idee? Questo è il manifesto dei valori: « Il Partito Democratico intende contribuire a costruire e consolidare, in Europa e nel mondo, un ampio campo riformista, europeista e di centro-sinistra, operando in un rapporto organico con le principali forze socialiste, democratiche, progressiste e promuovendone l’azione comune». Ne siamo sicuri?

Oggi si potrebbe ribaltare così questa sentenza: «Il Partito Democratico intende contribuire a costruire e consolidare, in Europa e nel mondo, un ampio campo conformista, europeista e di centro-destra, operando in rapporto organico con le principali forze populiste, popolari, conservatrici e democristiane, promuovendone l’azione personalistica».

Vi dico la verità, sono stato buono. Potevo scrivere tante cose cattive, ma non l’ho fatto.

Alla prossima puntata

alpo

Don Gino Flaim è un capro espiatorio

Sono sulla bocca di tutti le dichiarazioni di don Gino Flaim e del suo pensiero sulla pedofilia nella Chiesa cattolica. Anche io voglio dire la mia sulla vicenda e sull’accanimento mediatico attorno al prete. Ho trascritto le parole di un pezzo d’intervista che ho messo in coda all’articolo.

Giornalista: «Il problema dell’omosessualità nella Chiesa è un problema reale, c’è?»

Don Flaim: «Ma..non lo so. Io la pedofilia posso capirla, l’omosessualità non lo so».

Giornalista: «In che senso posso capirla?».

Don Flaim: «Io ho fatto tanta scuola, i bambini li conosco e purtroppo ci sono bambini che cercano affetto, perché non ce l’hanno in casa. E magari se trovano qualche prete, può anche cedere insomma»

Nel video Don Gino Flaim ammette che è un peccato e come tutti i peccati vanno accettati.

Prima di condannare come eretico e spedire alla forca don Gino è meglio fare un piccolo esame di coscienza. Avete sentito l’intervista? Avete ascoltato bene le sue parole? Ovvio, sono parole forti. Ma siamo sicuri che il problema è lui, il capro espiatorio di tutti i mali? Il problema è la Chiesa cattolica. Punto. Invece di nascondere e mettere a tacere, come un tempo faceva l’Inquisizione, non è forse ora di parlarne alla luce del sole? La pedofilia è un problema d’oggi e come tale deve essere affrontato.

Questo è un parroco che ha coraggio e che ha detto la sua, forse sbagliando, ma ha provato a tracciare il perché degli atti di pedofilia all’interno della Chiesa cattolica. Pochi, o forse nessuno prima di lui, hanno provato a cercare le cause. La trasparenza del papa deve rivolgersi anche in questa direzione. Perché don Gino è stato rimosso dai suoi incarichi di punto in bianco? Meglio è forse una cruda verità che una schifosa bugia?

Più andiamo avanti più mi accorgo che non c’è più spazio per pensare e riflettere, ma solo per accettare quello che ci viene imposto. Evviva i caproni in festa!

Ecco il link dell’intervista: (http://video.corriere.it/prete-che-giustifica-pedofilia-spesso-sono-bambini-che-cercano-affetto/57933184-6c39-11e5-bbf5-2aef67553e86)

alpo